La falsità del Sale Rosa dell’Himalaya

Diventato ormai un fenomeno di massa, il sale rosa dell’Himalaya spopola sopratutto in quegli ambienti (negozi, mercatini, ecc…) che tentano di promuovere uno stile di vita alternativo alla massa, come l’essere vegani, fruttariani, dove si consumano solo cibi biologici, ecc… Ma cos’è di preciso questo sale rosa dell’Himalaya e perché viene spesso associato ad effetti benefici quali: rafforzamento delle ossa, dell’attività sessuale, del sonno e della qualità della vita in generale? Vediamo insieme cosa c’è o non c’è di vero.

Per correttezza bisogna dire che questo sale non viene dall’Himalaya ma da una miniera chiamata Khewra (la seconda più grande al mondo) in una catena montuosa del Pakistan (Punjab). Detto questo, cominciamo.

Spesso si legge che il sale rosa dell’Himalaya è puro perché antico ed incontaminato essendo parte di antichi mari/oceani non soggetti all’inquinamento umano. Questa conclusione è assolutamente falsa in quanto il sale non è altro che NaCl (cloruro di sodio) puro almeno al 97% (in Italia), dunque anche il sale estratto da una laguna salata deve essere NaCl al 97% tanto quanto lo è il sale rosa o quello nero o quello del colore che si preferisce. Dunque elogiare il sale rosa rispetto agli altri per motivi di pura provenienza antica è assolutamente inutile e non discriminante.

Dunque tutti i sali sono uguali? Certamente no. La differenza sta nei diversi processi di raffinazione. Perché, se si estraesse il sale dal mare lasciando semplicemente evaporare l’acqua, si otterrebbe il 77% di NaCl ed il restante 23% sarebbero altre sostanze come sali di Magnesio o di Potassio o anche scorie organiche come feci animali, ecc…da eliminare. Il sale, quindi, va pulito e raffinato sempre. Il sale per essere commercializzato deve essere almeno al 97% composto da NaCl, mentre il restante 3% è ciò che porta le varie differenze tra i vari sali. Il sale integrale, esempio, è raffinato tanto quanto quello “normale” solo che non passa per il processo finale si lavaggio e asciugatura e non gli si vengono aggiunte sostanze anti-agglomeranti o lo Iodio che è invece importantissimo per il nostro fabbisogno giornaliero. Il sale rosa dell’Himalaya, invece, è rosa per la semplice ragione che contiene Fe (ferro) ossidato e quindi ruggine; stop. Ma questa ruggine che effetti produce? La quantità media di ruggine contenuta nel sale rosa dell’Himalaya è pari a 0,1255mg ogni 6g (quantità massima giornaliera raccomandata) di sale. Ma quant’è la quantità di Fe che soddisfa il fabbisogno giornaliero? Le quantità medie sono circa 14mg di Fe al giorno, il che vuol dire che la quantità di Fe contenuto nel sale rosa dell’Himalaya sono inferiori all’1% del nostro fabbisogno giornaliero. Conclusione? Inutile. Il sale rosa dell’Himalaya non è ricco di ferro, non cura le carenze di ferro, non ha alcuna proprietà positiva legata al ferro, zero. Inoltre, come per il sale integrale, il sale rosa dell’Himalaya non contiene Iodio e non contiene neppure gli 84 (o quello che si legge in giro) oligo-elementi naturali. Letteratura scientifica e analisi (tutte) non riportano 84 oligo-elementi; nessuno studio scientifico ha dimostrato la presenza di questi oligo-elementi. Le analisi hanno evidenziato, invece, la presenza di circa 20 elementi tra i quali: Cu (rame che può essere tossico), Cd (cadmio che è cancerogeno), Pb (piombo che è tossico), Ni (nichel che è cancerogeno). In particolare è stato rilevato che in alcuni cristalli di sale rosa dell’Himalaya c’è una quantità di Cd superiore (fino a 20 volte tanto) alla soglia massima consigliata dall’O.M.S. (Organizzazione Mondiale della Sanità) e quei grani possono dunque essere considerati non sicuri.

In conclusione; il sale rosa dell’Himalaya non viene dall’Himalaya, non riduce l’ipertensione, non è ricco di oligo-elementi, non è ricco di ferro, non contiene Iodio, non crea effetti benefici sessuali o del sonno o della qualità della vita e può contenere sostanze tossiche e cancerogene se assunte a giornalmente in dosi sopra la media. Per tutti coloro i quali avessero riscontrato dei benefici, questi sono semplicemente riconducibili al fatto che probabilmente l’introduzione del sale rosa dell’Himalaya è accompagnata da un cambiamento di stile di vita più sana o, ancora più probabile, un evidente Effetto Placebo. A voi i giudizi.

Fonti:

bressanini-lescienze

bressanini-lescienze


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