Warp Drive – Spiegata semplicemente

La questione dei viaggi spaziali solleva sempre una moltitudine di problemi, ma il maggiore è sempre quello legato alla distanza dei vari corpi celesti che vorremmo raggiungere e superare. Dunque come fare ad avvicinarsi, in tempi brevi, ad un oggetto che si trova a migliaia o milioni di anni luce da noi? Un bambino risponderebbe: “Andando più veloci della luce.” e non avrebbe tutti i torti. Ma dunque è superabile la velocità della luce? No, se parliamo di “oggetti”, sì, se parliamo di spazio-tempo. Lo spazio-tempo può “muoversi” più velocemente della luce e lo ha già fatto (nell’inflazione miliardi di anni fa, ma questa è un’altra storia). Possiamo dunque creare come “un’onda” nello spazio-tempo e, come fossimo surfisti spaziali, metterci a cavalcare questa “onda”; stiamo parlando di motori a curvatura. Non riempirò le righe con concetti lunghi e noiosi o riportando interviste e conferenze speculative, il mio scopo è quello di dare una dolce infarinata sull’argomento Warp Drive.

Il Warp Drive è un modo di spostarsi nello spazio-tempo manipolando quest’ultimo. Se creiamo una compressione del tessuto spaziotemporale davanti a noi (e quindi una dilatazione dietro di noi), un piccolo spostamento in quella direzione ci consentirà di arrivare velocemente laddove prima ci sembrava anche solo impossibile inviare sonde. Bellissimo, ma si può fare? Beh, sulla carta è sempre tutto bello e “facile” ma poi ci scontriamo con l’aspetto pratico e le limitazioni fisiche e tecnologiche. Cominciamo con le limitazioni tecnologiche.

Un tale sistema di “propulsione” in grado di piegare a piacimento lo spazio-tempo lo si può ottenere usando grandi quantità di Materia Esotica. Durante le prime idee, per usare il Warp Drive, ci voleva una quantità di Materia Esotica pari alla massa di Giove, ma in seguito (2011/2012), nuovi studi rivelarono che era sufficiente una massa non superiore ai 1000 kg. Problema è che non siamo in grado di creare nemmeno un grammo di questa fantomatica Materia in quanto essa consiste in uno stato molto particolare ed instabile della materia che richiama anche masse negative. La Materia Esotica è composta per di più da particelle sub-atomiche come Quark di tipo Beauty, Charm, Strange e Top. Sono particelle che si creano sia negli acceleratori di particelle che naturalmente nell’Universo per fluttuazioni di quanti energetici e poi scompaiono subito ritrasformandosi in energia. Come fare a creare una tale quantità di questa Materia? Come fare a trasportarla? Come fare a usarla come noi vogliamo? Sono tutte domande alle quali non si hanno ancora risposte e semmai arriveranno, ci vorranno ancora molti decenni di ricerca.

Per quanto riguarda i limiti fisici (tranquilli, niente equazioni); se pensiamo di avere una compressione dello spazio-tempo davanti a noi e immaginiamo di avanzare in esso, non dobbiamo dimenticare che anche noi stessi siamo immersi nel tessuto cosmico compresso e non facciamo altro che comprimerci a nostra volta come avviene con le onde gravitazionali. Mi spiego meglio: noi esistiamo nelle tre dimensioni spaziali (altezza, larghezza e profondità) e nella dimensione temporale (tempo) ed ogni punto del nostro corpo è un punto nello spazio e dello spazio. Quindi a rigòr di logica, se noi comprimiamo o dilatiamo lo spazio, comprimiamo o dilatiamo anche ogni nostro punto e quindi noi stessi. Questo fenomeno avviene continuamente grazie alla presenza delle onde gravitazionali ma anche della Luna, della Terra, del Sole, del nostro Smartphone, del nostro Monitor, del gatto che ci passa accanto… Vediamo un’esasperazione di questo effetto nella spaghettificazione sull’orizzonte degli eventi. Dunque in linea di principio, con i Warp Drive non si farebbe altro che riprodurre gli effetti di dilatazione e contrazione dello spazio (e ovviamente anche del tempo). Ma allora qual è il trucco che ci farebbe viaggiare velocemente in questo spazio-tempo contratto? La forma (“ciambella”) della “navicella” che dovrebbe tenerci “isolati” dalla contrazione. Ma qui nasce un paradosso: se noi non ci comprimiamo ma si comprime solo lo spazio intorno a noi, i nostri corpi e la nostra “navicella” andrebbero ad occupare spazi enormi diventando di fatto più grandi di Pianeti e Stelle facendoci entrare in collisione con molti oggetti che ci circondano comprese le polveri spaziali, ecc… Inoltre sarebbe impossibile comunicare con l’esterno e viceversa.
È chiaro che il Warp Drive resta, per ora, una fantasia lontana ma, come per tutte le cose lontane, se non si comincia il grande viaggio, non le si vede mai avvicinare.

Fonti:

www.nasa.gov

en.wikipedia.org

iflscience.com


  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  

Comments

comments